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Tecniche per il posizionamento della diga di gomma

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Pubblicato da in CONSERVATIVA ·
Tags: digadigommaconservativa
La diga di gomma, nella sua semplicità, è ormai uno strumento insostituibile nelle procedure di conservativa ed endodonzia.
Alcuni Autori arrivano a sostenere che un dente su cui risulta impossibile posizionare la diga costituisce virtualmente un dente perso ai fini terapeutici.
Per quanto tale affermazione sia certamente provocatoria, è però vero che i benefici derivanti dall’utilizzo della diga giustificano gli sforzi che il suo posizionamento può talvolta richiedere.
Nella maggior parte dei casi, comunque, posizionare la diga costituisce un semplice automatismo. In casi di maggiore complessità, invece, possono essere realizzati interventi propedeutici, come ad esempio build up pre-endodontici o allungamenti di corona clinica.

La diga rappresenta in primo luogo una misura protettiva: per il paziente, dato che impedisce l’ingestione di corpi estranei dalle dimensioni anche minime ed evita il contatto fra i tessuti molli delle vie aerodigestive e sostanze irritanti; per gli operatori, perché limita il contatto con le secrezioni orali del paziente.
Non è poi banale sottolineare come un campo di lavoro ben delimitato, asciutto e isolato non possa che favorire il corretto svolgimento delle procedure cliniche: a fronte di un breve “investimento” di tempo all’inizio, così, tutte le fasi successive si potranno svolgere più rapidamente.

Lo strumentario necessario al posizionamento della diga è molto basico ed economico. In primo luogo, il materiale da consumo, ossia i fogli di diga: è importante monitorare la scadenza (con il tempo perdono elasticità) e conservare le confezioni al fresco.

Sono disponibili anche prodotti dedicati ai pazienti allergici al lattice.

La pinza fora-diga è dotata di un revolver con buchi di diametro crescente: è utile conoscere il diametro più adatto per ogni uncino.

Di volta in volta, infatti, bisogna scegliere l’uncino da abbinare all’elemento che viene isolato. Gli uncini più utilizzati sono i numeri 6, 9 e 212 per gli elementi anteriori, 2 per i premolari, 12A e 13A per i molari. Un uncino si presta anche ad essere manipolato in caso di denti con anatomie particolari.

Il montaggio della diga avviene tramite una specifica pinza e il foglio viene infine teso tramite un archetto metallico.

Talvolta può essere utile migliorare l’isolamento della corona dentale tramite filo interdentale o impiegando diga liquida fotopolimerizzabile. Cunei e matrici possono essere utilizzati senza problemi anche “sotto diga”.

Per quanto riguarda la fase di montaggio, esistono 4 tecniche principali tra le quali scegliere in relazione al caso:

  1. l’assistente posiziona il foglio in modo da far emergere il dente dal foro, poi l’operatore applica l’uncino
  2. si posiziona per primo l’uncino sul dente, che viene fatto emergere allargando quanto basta il foglio di diga
  3. l’uncino, che in questo caso dev’essere necessariamente dotato di alette, viene posizionato già montato sulla diga da un unico operatore
  4. tecnica a paracadute: qui si utilizzano invece uncini privi di alette; si inserisce il foglio di diga solo sulla parte arcuata dell’uncino. Una volta posizionato il tutto in bocca, la corona viene esposta, adattando la diga in modo da garantire la massima visibilità.

Naturalmente, in alcuni casi (principalmente in conservativa), può essere consigliabile isolare più elementi, se non l’intera arcata. Ciò non rappresenta assolutamente un problema: se la diga viene correttamente forata, potrà al massimo essere necessario l’utilizzo di un secondo uncino.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=VFHE_0_LlkQ



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